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la sposa lancia il suo bouquet, promessa di gioia futura e chissà se quella di oggi possa restare sempre pura
un uomo stanco apre la porta, corre e gli salta addosso il cane il suo bambino dorme già, sogna la casa di marzapane
mentre un politico in TV tesse le lodi di questa nazione che prende in prestito entusiasmo e restituisce frustrazione “rigore fuori area!” grida la voce dalla radio e giustamente gli hooligans si azzannano dentro allo stadio
due sedicenni per la mano in uno scorcio di amore vero eterno come pioggia che rifrange l’arcobaleno
mentre in un grattacielo al centro il capo guida il team alla gloria profitti su del dodici per cento… se ne ricorderà la storia? il generale Desert Storm comodo ordina l’avanti ed il soldato prega, prega che esistano i suoi santi
Chiara fa il suo primo pianto, nuda davanti al mondo intero e che felicità, Madiba, libero ora che guardi il cielo…
… da lì, su uno schermo NASA, Voyager ci manda foto di quella che chiamiamo casa e fluttua come polvere nel vuoto millenni di genio ed orrore in un puntino nello spazio dove noi ci riempiamo il cuore vivi tra l’estasi e lo strazio “non c’è confine a noi, non c’è di più… ci credi che il centro dell’universo sei tu?”
su uno schermo NASA Voyager ci manda foto fluttuiamo come polvere nel vuoto fluttuiamo come polvere nel vuoto fluttuiamo come polvere nel vuoto
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