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ci sono due fantasmi sopra il pavimento
distesi su un lenzuolo senza far rumore
non hanno che vent’anni
da fuori io li spio

il bianco della stanza profuma d’incenso
la loro gioventù che brucia nell’ardore
così intenso il calore
che mi scaldo anch’io

nella penombra umida nascon parole
che distillano sogni appena sussurrati
e muovono gli sguardi
ciechi verso il sole

“gli aquiloni in cielo non volano via
e se lasci la mano
li cullerà il vento come per magia
… desideri che sia così?”

l’utopia è inerme
è inerme se il tempo che verrà
si perde in voti di eternità

e le sagome immobili vivon l’incanto
del corpo e dello spirito ora in congiunzione
le labbra intonano
fedeli una canzone

che flebilmente in me continua a riecheggiare
oltre i confini della porta chiusa a chiave
la parole sui muri
nell’aria l’armonia

“gli aquiloni in cielo non volano via
e se lasci la mano
li cullerà il vento come per magia”
“… ti prego fa che sia così”

fu per sempre
per sempre fino al giorno in cui finì
… ma niente li strapperà da lì