L’ovest dentro l’est

da Sinestesie (2008)

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scorre oltre la routine
un qualcosa di ineffabile
che rompe gli argini
ma nel tuo capirmi
senza dover spiegare
rivoli di gioia
trovano il loro mare

le mie mani fredde
cercan spazio tra le tue
candido rifugio
per poi sciogliersi
nelle possibilità
di restare qui
dove l’aria è porcellana
in un film di Méliès

riesco a scorgere il sublime attorno a te
si moltiplica sulle nostre facce incredule
e il tuo sguardo riflette il mio sogno
che come un dardo attraversa l’ovest verso l’est

non c’è ombra sulla
tua bocca immobile
la fiducia è vergine
e io non la sfiorerò
anche se in cuor mio
vorrei che prendessi tu
lo bellezza ottusa
della mia gioventù

ma ti accorgi che il cerchio non tornerà mai a sé
pur tra scorci di splendore senza limite
…più ti guardo più capisco che non c’è soluzione
nel cercare l’ovest dentro l’est