Canto del cigno

da Sinestesie (2008)

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i tempi scorrono immaturi
in bianco e nero
germogli che cadono nella brace

e cento cuori di carta vetrata
mi sfiorano
oh come pesano le vacuità
su vacuità su vacuità

plaudo sincero alla semplicità
dei tuoi pensieri
perché il domani segue l’oggi
se l’oggi ha già seguito …

il gesso stride e scrive
parole confuse
tracce indelebili
ma dopo il canto la voce rotta
non lascerà che
segni di incomunicabilità

e io ti ringrazio per la compagnia
ma sono un uomo solo
e le mie ali sbattono sui muri
… tu bruci il mio spazio

io ti ringrazio per la compagnia
ma sono un uomo solo
e le mie ali sbattono sui muri
se non può esistere l’idea del volo