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ho lasciato le carte da gioco
sparse sul tavolo
il mio bicchiere era un terzo pieno
e mezzo vuoto
sono corso sul filo del tempo da te
ma già dimenticavo
l’espressione più cupa
di tensione
sul cavo
il segnale spezzato
che cercavi di inviare a me

io associo/dissocio
e cucio, ricucio
lembi di realtà
ma tu doni austera
una maschera alla verità

e le labbra lanciate in un chiasmo
non combaciano più
se il contatto è orfano d’amore
o figlio del caso
fari alti puntati alla nebbia
senza riuscire mai
a scalfirne uno strato
ma ai cigli di strada
i tralicci in filare
si ergono a te

io associo/dissocio
mi spengo e brucio
senza credere mai
più in là di ogni bugia
che sincera mi dai

non c’è ragione
di dire che non c’è
realtà nell’illusione
… e nei tuoi sogni
tu corri verso me
e chiami un altro nome