Mia piccola astronoma

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la notte in cui le mie dita sfiorarono le tue
andammo nella scia di Orione
sulle nostre due biciclette arrugginite
la quiete attorno faceva compagnia
a quel tuo sguardo che si chinava sopra le lentiggini

poi dentro il pianto dei salici il vento si levò
e lieve liberò la fantasia
il buio ti strinse così come sognavo io
mia piccola astronoma

eri il riflesso in mille specchi della luce di Sirio
eri la vita intera che passammo in una notte


” da qui non so più quale sia la strada
ma sarò tua guida nell’indefinito
e imparerò su una coperta di silenzio
a far sciogliere il gelo racchiuso in te ”
pensai allo sguardo perso là in alto e avevo le vertigini

e mentre il cancello stringeva il tempo si fermò
al desiderio che tu fossi mia
il buio ti strinse così come poi ho fatto io
mia piccola astronoma


eri il riflesso in mille specchi della luce di Sirio
eri il satellite che ci ha condotto senza scorgerci
eri il bagliore del mattino che rischiarava il cielo
eri la vita intera che cominciò quella notte