Pensieri

Da un’e-mail del 10 agosto 2006…

… inviata al mio caro amico Stefano, che ho ritrovato oggi per caso. Mi sono emozionato a rileggerla… quanto tempo è passato e quante cose sono cambiate!

La seconda cosa che vorrei dirti riguarda la musica: insieme al supporto delle pochissime persone davvero *care* che ho e’ l’unica cosa che riesce a darmi una luce. Domenica 6 agosto e’ stata una giornata fantastica… Ho scoperto concretamente il mondo Apple e ne sono rimasto entusiasta, mi sono anche commosso li’ all’Apple Store di Regent Street di fronte a tanta meraviglia. Sono tornato nella mia misera cameretta del college, e senza uno strumento – ma solo con quel programmino GuitarPro che usavamo tanti anni fa – ho scritto e praticamente arrangiato una canzone secondo me meravigliosa. Avevo in mente solo la melodia e le parole di un ritornello da tanto tempo, ma domenica tutto il resto mi e’ venuto cosi’ spontaneo. Questa canzone sa di passato e sa di lontananza, suona glaciale ma allo stesso tempo sincera: parla come ti ho detto della fine del viaggio e del vuoto che lascia. Io ora ho chiuso definitivamente un lungo percorso nella mia vita e mi rendo conto che comunque in questi due anni, in tutto il mio malessere, il “viaggio” con chi sai mi ha fatto sentire vivo. Ora che e’ definitivamente finito mi sento come paralizzato e svuotato e mi ci vorra’ tanto tempo per iniziarne un’altro. Ma la canzone parla di cose molto piu’ profonde e in qualche modo impercettibili. Mi ha stregato. Non vedo l’ora di fartela sentire e magari di farci su qualcosa con te, insieme a tutto il resto del materiale.  “e so che dal rumore / un silenzio si levera’ / come lo smarrimento / alle porte della citta’ // le luci arancio del porto saran la via / che nel buio la’ io seguiro’ / e il mio sguardo stanco si perdera’ nella scia / delle navi a Vladivostok”…   sentirai che effetto fa con la musica. A presto.

Il filo da tagliare

E’ da mesi che non aggiorno più questo blog, un po’ perché preso da tante altre cose, un po’ perché gli aggiornamenti in quasi tempo reale sul sito principe del web 2.0, Facebook, hanno preso il sopravvento. Dato però che sto concretamente portando avanti idee e scrittura per il terzo album, ho deciso di riniziare ad appuntare qui pensieri e parole più intimamente legati alla mia musica – e magari aggiornare presto la grafica verso qualcosa di meno cupo!

La mia vita è radicalmente cambiata da inizio marzo, e sono molto soddisfatto di tutto. Ho pensato molto a quale fosse la chiave di lettura degli eventi che si sono verificati (o che, meglio, ho voluto si verificassero) da quando mi sono trasferito a Londra. Credo di averla trovata, ed ovviamente si è riflessa su tutto quello che ho scritto finora e su quello che sarà il tema portante della creatura musicale che sta nascendo.

Ho diverse canzoni in ballo (oltre una quindicina per il momento, tra completamente finite e appena abbozzate) e per un periodo ho anche pensato all’eventualità di registrare un doppio album. Voglio però continuare a tenere un profilo umile – e continuare a scrivere finché avrò non più 10-12 canzoni che mi convinceranno completamente e che mi sembreranno davvero di valore. Siamo a buon punto, ma manca ancora un po’. Solo allora le registrazioni, con tutto il ben di Dio di cui dispongo!, potranno finalmente cominciare sul serio.

Autunno 2008

la mia giacca a vento si gonfiava alle folate da nord
non fermava il tempo
ma vivere era la pelle d’oca di quel momento qualsiasi
in cui il tuo battito confondeva il mio

immobile nel gelo o rapito dall’incanto
sulla sponda del tamigi ero seduto accanto a te

ma ogni fuoco è spento senza più aria
e in stanze asettiche resta solo l’odore del cemento
… sta ricoprendo ormai le tue orme

contemplando l’abisso riflesso sul suo manto
sulla sponda del tamigi mi son seduto e ho pianto

e mentre la città è inghiottita dal buio che avanza
io stringo a pieni mani il vuoto per colmare la distanza

che è fra di noi