Un piccolo tributo ad una canzone dei Radiohead ancora inedita e, a mio parere, di una bellezza eccezionale. Ho registrato in presa diretta piano e voce (ciò che si vede nel video), poi ho aggiunto alla prima take chitarra acustica ed archi sintetici. Spontaneamente, così come è venuta la voglia di suonare questo pezzo.
Un’altra cover, questa volta in territorio amico radioheadiano, che il fidato Franz e io avevamo in cantiere da tanto tempo. Sono veramente fiero del risultato: oltre ad una buona esecuzione di chitarre, pedali e voce, sono finalmente riuscito a sfruttare appieno la potenza del mio mini studio domestico e delle tecniche di registrazione che ho imparato nell’ultimo anno.
Non interesserà a nessuno probabilmente, ma ho registrato la voce con un microfono a condensatore e un preamp valvolare, la mia Telecaster con un input diretto nella scheda audio della Digidesign, mentre per la Telecaster di Franz ho microfonato con un mic dinamico il mio amplificatore Fender Frontman (esperimento che non avevo MAI fatto prima, con buona pace dei miei vicini di casa!). Ho per la prima volta anche effettuato il mastering sulla traccia finita, grazie a quel capolavoro di plugin per Pro Tools che è iZotope Ozone. Insomma, credo che l’estrema pulizia e la potenza sonora testimonino che ha tutto funzionato perfettamente!
Spero proprio di poter estendere questa professionalità sonora anche al mio terzo album quando inizierò a registrarlo seriamente (per ora continuo ad accumulare progetti di Pro Tools e tanti suoni, ma comunque le canzoni stanno piano piano arrivando a una forma definitiva, e tutto procede!). Per il momento enjoy this cover!
Un’altra cover che avevo diffuso solo su Facebook. Un mio personale tributo, tanto sentito quanto umile, al genio di Trent Reznor e a quel capolavoro assoluto che è “The Downward Spiral”.
Vorrei mettere la traduzione del testo meraviglioso della canzone ma non lo faccio altrimenti mia madre, che è una mia fan e che legge il sito, ma che è sempre mia madre, si preoccupa – sto bene mamma!
Una cover che mi sono divertito molto a suonare con il fidato amico Franz alla chitarra (+ drum machine programmata su Reason), e che finora era approdata solo su Facebook. La difficoltà ENORME per me è stata nel coordinare il canto con il giro di basso molto elaborato e assolutamente sconnesso dalla melodia vocale – ma credo che il risultato sia più che soddisfacente. The Smiths are dead, long live The Smiths!