Autunno 2008
la mia giacca a vento si gonfiava alle folate da nord
non fermava il tempo
ma vivere era la pelle d’oca di quel momento qualsiasi
in cui il tuo battito confondeva il mio
immobile nel gelo o rapito dall’incanto
sulla sponda del tamigi ero seduto accanto a te
ma ogni fuoco è spento senza più aria
e in stanze asettiche resta solo l’odore del cemento
… sta ricoprendo ormai le tue orme
contemplando l’abisso riflesso sul suo manto
sulla sponda del tamigi mi son seduto e ho pianto
e mentre la città è inghiottita dal buio che avanza
io stringo a pieni mani il vuoto per colmare la distanza
che è fra di noi
| Questo articolo è stato pubblicato da autodaƒe il 2008 11 16 alle 19:29, ed è archiviato come Incognite note, Pensieri. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
circa 3 anni fa
…orgogliosa di te, fiera della tua forza…sono con te…