Rivoli di gioia trovano il loro mare

Qualche novità… la scaletta di “Sinestesie” e, soprattutto, il primo singolo “L’ovest dentro l’est” con le sue due b-sides.

L’ovest dentro l’est” è una canzone per me molto significativa ed è stata scritta a Londra nell’estate del 2007, ispirata da una straordinaria persona che mi ha incredibilmente affascinato… ma che mi era tanto speculare quanto irraggiungibile, come una retta a me parallela. “Zoom out” e “Kalinichta” sono due canzoni rimaste nel cassetto per tanto tempo: la prima scritta a inizio 2006 basandomi sulla rilettura di miei vecchi pensieri risalenti ad anni prima, la seconda abbozzata come ninna nanna alla chitarra a Shanghai nell’estate 2005. Entrambe sono state totalmente riarrangiate al piano a Londra nell’estate 2006 ed erano tra le potenziali canzoni di “Scatola nera” – anche se poi sono rimaste fuori dalla scaletta finale. In quest’ultimo anno si sono state ulteriormente evolute e perfezionate, e sono soddisfatto della loro veste finale.

Spero che questo assaggio dell’album sia di vostro gradimento… buon ascolto (in cuffia se possibile)!

3 thoughts on “Rivoli di gioia trovano il loro mare

  1. ho appena ascoltato il singolo, sono ancora in balia di moteplici emozioni.Rapita da tanta bellezza!
    Devo raccogliere le mie ideee, ma a caldo ti dico che “L’ovest dentro l’est” è semplicemente stupenda, musica e testo davvero belli, “Kalinichta”(il suono dell’incanto) ha una melodia dolcissima, mi sembra di vederti al pianoforte mentre la esegui.
    Continua così Fede, in seguito ti darò un opinione più accurata e meno istintiva

  2. Beh…difficile non banalizzare…utilizzando aggettivi entusiastici ho quasi l’impressione di appiattire le tue opere, facendoti un torto, ma come si fa a non esclamare “meravigliosa!!!”, dopo il primo ascolto di “L’ovest dentro l’est”?. Dopo aver ascoltato i tre nuovi pezzi, la prima cosa che ho pensato è stata “ma come fa ogni volta a fare meglio??”.
    Allora, “L’ovest dentro l’est” ha una melodia meravigliosa, stupenda…il testo è forse il più enigmatico che io abbia mai letto, e dirlo dopo aver amato alla follia Vladivostok credo dia una dimensione tutta particolare alla parola “enigmatico”.
    “Zoom Out” mi ha subito colpito per l’efficacia con cui descrivi la deprimente sensazione di inutilità che credo tutti prima o poi si trovino a sperimentare…in particolare, l’immagine dello zoom out è resa alla perfezione, ascoltando la canzone intensamente si ha quasi la sensazione di essere “sbalzati” in alto per davvero…
    “Kalinichta” mi è piacuta talmente tanto da provare quasi dispiacere per il suo ruolo di b-side, se capisci cosa intendo!
    Insomma…complimenti! Conoscerti è un privilegio, godere della tua arte una gioia!

  3. Ogni volta riesci ad emozionarmi, e mi rallegro di come tanto impegno e dedizione alla musica, pur tolgiendoti tempo ed energie, diano come frutti delle rare perle musicali…il tuo lavoro è pienamente ricompensato dalle sensazioni che regali a noi che ti ascoltiamo. Grazie mille mio adorato Fe!! Continua così che io ti sostengo sempre (e ora il prossimo singolo è orologio di sabbia? lo sai qnt mi piace quella…!!)…a mercoledì, ce la faremo?! :D CU

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