Please don’t interrupt, just sit back and listen

I Radiohead sono uno dei più grandi amori della mia vita. Ero ancora un bambino o poco più nel marzo 1998, quando li ho scoperti leggendo degli articoli di pura meraviglia su “Ok Computer” e guardando per caso il video di “No Surprises”… ora sono un adulto o poco meno, ma la gioia e lo stupore che mi fanno provare è qualcosa di difficilmente descrivibile e condivisibile. E’ qualcosa che va oltre la bellezza della loro musica e del loro mondo così poetico (chi lo conosce e sa di cosa parlo non può che rimanerne affascinato), un qualcosa che ormai si è radicato dentro me e cresce con il tempo. L’ascolto dei due cd “In Rainbows”, ad ottobre e qualche giorno fa, ne è stata un’ennesima conferma… se mai ce ne fosse stato bisogno.

A giugno inizierà il loro tour europeo e, per festeggiare questi 10 anni in cui la loro musica ha scandito le diverse fasi della mia vita, li seguirò in alcune date. Sarà anche un modo fantastico per chiudere in spensieratezza i miei anni universitari, esattamente così come avevo chiuso la mia età liceale nell’estate 2003 con le date italiane del tour di “Hail to the Thief”. Il mio programma è:

Venerdì 6 Giugno, Malahide, Dublino
Sabato 7 Giugno, Malahide, Dublino
Martedì 17 Giugno, Arena Civica, Milano
Mercoledì 18 Giugno, Arena Civica, Milano
Martedì 24 Giugno, Victoria Park, Londra
Mercoledì 25 Giugno, Victoria Park, Londra

Chiudo con una frase di una recensione di “In Rainbows” trovata su Internet che mi ha colpito molto, perché la sento incredibilmente mia: “I Radiohead […] hanno superato la fisicità della musica e ci hanno regalato ancora una volta delle sensazioni indefinibili. Ascoltarli fa sembrare tutto così irreale. Sono una terapia contro le brutture della nostra esistenza.” …

… e con il video di “Last Flowers” acustica al piano, diffuso ieri sera “live from the Basement”. Magia pura.