La bellezza ottusa della mia gioventù



La mia esperienza in Danimarca sta per entrare nella sua fase conclusiva, e ammetto a me stesso che mi mancherà la costanza delle mie serate musicali con tante persone che mi ascoltano con ammirazione. Però, forse per la prima volta in vita mia, ho imparato a godere fino in fondo dell’essenza dei momenti che vivo, a cogliere il presente “nella sua caducità” – come mi lamentavo qualche anno fa. Non avrò rimpianti o malinconie di nessun tipo quando questo periodo di grande spensieratezza giovanile finirà, e la cosa mi dà molta serenità.

Nel frattempo, come avevo sperato a giugno, l’Inghilterra e la Danimarca mi hanno portato ulteriore ispirazione musicale. La scrittura del nuovo album è terminata, ho 16 canzoni finite tra quali sto scegliendo le 10-11 che faranno parte del disco. E’ quasi tutto pronto per l’inizio delle registrazioni: c’è un titolo-parola chiave, una copertina significativa e soprattutto un filo conduttore che unisce le varie tracce e che rispecchia pienamente il periodo della mia vita nel quale l’ho scritto. L’unica cosa su cui ho ancora dei dubbi è la scaletta, o meglio la scelta tra due canzoni (dalle quale deciderà abbastanza l’umore medio dell’album), ma credo che deciderò solo una volta che le avrò registrate. Il giorno della vigilia di Natale, una volta ritornato in Italia, suonerò per la prima volta in pubblico alcune di queste canzoni e a gennaio cominceranno le registrazioni.

Al momento posso solo dire che sarà un album molto astratto e poetico, a tratti malinconico a tratti sognante e surreale, con una tavolozza di colori molto più variopinta di “Scatola nera”. Sarà un percorso di ascesa dal buio alla luce, con l’accettazione del passato, la graduale sconfitta della solitudine e la riscoperta di emozioni intense e pure. Sarà il racconto del mio 2007.