2006

Il mio nuovo album è davvero all’orizzonte… sto faticando tantissimo per riuscire a trovare il tempo di registrarlo tra i mille impegni che ho, ma lo sto facendo con tantissima passione ed entusiasmo. E sono davvero soddisfatto dei risultati finora, dati i mezzi non del tutto professionali (anche se ottimi!) che ho a disposizione. Delle 10 canzoni dell’album, 7 sono praticamente finite, mentre con due sono un po’ bloccato e spero di riuscire a trovare le soluzioni migliori al più presto. La più ostica (essendo la meno cantata e quindi molto basata sull’arrangiamento) la lascio per il gran finale. Direi che tra un mese o poco più dovremmo esserci!

Dopo aver fatto sentire un po’ di anteprime ancora non definitive ai miei fan più fedeli (“Ciò che ho scritto di noi” è rimasta nei dintorni di Milano, mentre “Ballo per la fine” è arrivata in Sardegna ed addirittura negli USA!) ho deciso che oggi sarebbe stato il giorno giusto per presentare ufficialmente la prima canzone dell’album. Proprio oggi, perché ho scelto la ricorrenza. “Carlita’s way” è stata scritta il 23 ottobre 2004, in memoria del 23 ottobre 2003 – perchè quel preciso giorno, tra “meravigliose coincidenze” ed “inaspettate circostanze” è iniziata la fase più incredibile e più tormentata della mia vita, e ho provato in alcune occasioni un dolore davvero indescrivibile. Questa canzone, chirurgica nella sua struttura ma che cela una sofferenza atroce, è nata proprio in una di queste occasioni… la prima ricorrenza. Sono passati due anni da quando ho varcato la soglia del dolore e mi sono messo a scrivere quelle parole, e sono contento di averlo fatto perché lo ho in qualche modo esorcizzato. Milano oggi è grigia e piovosa come è sempre stata in questo giorno dell’anno, ma il suonare questa canzone e pensare a cosa ha voluto esprimere non mi fa più così male.

Questa versione è definitiva nel senso che ormai sono soddisfatto del risultato (soprattutto dei meravigliosi sintetizzatori!) e non aggiungerò più neanche un suono… ma dato che manca il mixaggio finale – in cui rendo omogeneo il volume e lo scorrimento di tutte le tracce – probabilmente tra un mese qualche volume o pan sarà diverso qui e lì. Ma insomma, viste le modalità artigianali di registrazioni, questi sono davvero piccoli dettagli. Quando ascolterete la canzone vi chiedo solo di mettere a tutto volume le vostre casse o cuffie e di lasciarvi avvolgere dalla sua potenza. Io invece mi lascio avvolgere dalla piacevole sensazione che mi dà il fatto di essere riuscito a cancellare “il rancore del 23esimo percentile”. Buon ascolto!



Fed Wharol

Stasera, e senza nessun forse, si conclude un ciclo della mia vita. Un ciclo durato tre anni esatti, che mi ha stravolto completamente e in cui ho provato gioie e dispiaceri estremi. Ho imparato tanto in questi ultimi anni e, nonostante il dolore che ho patito, sono fiero di ciò. Perché sento che il mio dolore non è venuto invano e che sto continuando ad imparare, giorno dopo giorno, come affrontare al meglio la quotidianità e i miei rapporti non lineari con gli altri: la mia educazione sentimentale prosegue speditissima. Domani però comincerò la laurea specialistica e ho voglia di lasciarmi questo tempo e queste sensazioni alle spalle, e di continuare semplicemente a riflettere sugli insegnamenti che ne ho tratto guardando avanti, senza alcuna paura per il futuro.

Mi sembra di avere un rapporto migliore con il mondo in questi giorni. Ho trascorso parte della scorsa settimana dal mio compagno di vita a filosofeggiare sulla nostra esistenza targata “think different” e a fare il consueto punto annuale delle nostre vite… e perché no, a registrare la traccia numero sei di “Scatola Nera”. “Bianco sposa” è praticamente finita, manca solo un riff di chitarra e la voce nel finale, più qualche piccolo aggiustamento qua e là, e sentirete che meraviglia ha prodotto il mio caro Soulsick. Peccato che sia così fisicamente lontano altrimenti giuro che gli avrei affidato tutta la produzione dell’album. E’ davvero mille volte pù gratificante registrare in due e confrontarsi su ogni piccolo dettaglio affinché da questo equilibrio venga fuori qualcosa di migliore.

Comunque, nel frattempo sto portando avanti tante canzoni e sono davvero soddisfatto dei suoni, dei battiti e delle armonie che stanno venendo fuori. “Ottantacinque” suona così solenne nel suo lento incedere e “Vladivostok” è, come qualcuno l’ha definita dopo aver sentito una versione strumentale work-in-progress, emozionalmente travolgente… e ogni volta che l’ascolto penso sempre che sia la cosa migliore che ho mai scritto. Davvero non vedo l’ora di finire le registrazioni e avere le mie belle 14 tracce (o per lo meno le 10 dell’album) da maneggiare. Non sto più nella pelle e ad ogni progresso che faccio su una canzone provo talmente tanta euforia che mi metto spesso a ballare come un pazzo sulle mie basi!

Concludo il post con dei versi di Battiato che, ascoltati sul treno che da Roma mi ha riportato a Milano – con la pioggia che scendeva a catinelle fuori dal finestrino -, mi hanno quasi commosso nella loro semplicità.

Verrà un nuovo temporale e finirà l’estate
la quiete dei colori autunnali si rifletterà sulle strade e sugli umori
come il dolce malessere dopo un addio


Un brindisi a quest’autunno vicino e a una vita nuova!



Eccomi qua! Dopo diversi mesi mi sono deciso a fare quel passo, ossia aprire un sito personale, che mi avrebbe permesso finalmente di diffondere la musica che sto componendo da anni. Ho avuto un blog per un anno, ma a luglio ho deciso di chiuderlo perché i presupposti della mia vita sotto quali era nato sono completamente venuti meno. Questo sito ne è la naturale evoluzione, ma ha totalmente un altro scopo: essere i funzione delle mie canzoni e non semplicemente di quello che mi passa per la testa.

Forse ci è voluto troppo tempo, ma sono finalmente riuscito a trovare il coraggio di rendere “pubbliche” quelle che sono le mie emozioni più intime e personali – messe in musica e registrate. Finora avevo solo fatto sentire queste canzoni alle persone più care e fidate: ora sono pronto ad accettare complimenti e critiche che potranno venire da persone assolutamente sconosciute. Sono molto convinto della validità delle mie canzoni, presa per buona ovviamente la “qualità” home-made di registrazione che negli anni sono riuscito ad ottenere, ma sono altrettanto consapevole che molti le potranno amare come ad altrettante persone potranno proprio non piacere.

Ho già una ristrettissima (issima issima!) cerchia di fan-amici che saranno sicuramente contenti di vedere i miei lavori pubblicati – considerando sempre che per me questo è semplicemente un hobby catartico – e spero solo di incontrare qualche altra persona a cui riuscirò a trasmettere emozioni con le mie canzoni.

Oltre i miei primi due “album” in inglese, di cui prima o poi racconterò la storia nelle apposite pagine, è da 2 anni circa che ho deciso di scrivere in italiano e, visto che ora ho accumulato un bel numero di canzoni, sto proprio in questo periodo iniziando le registrazioni del mio esordio con la nostra lingua. Vi terrò aggiornati!

Al momento il sito è ancora totalmente nella fase “lavori in corso” quindi mi scuso se qualche collegamento risulterà inesistente o se la visualizzazione su un determinato browser non è perfetta. Voglio ringraziare Stefano per tutto il supporto tecnico-morale che mi ha dato e la Apple che mi ha fornito degli strumenti assolutamente straordinari.

immerse your soul in love!
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